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Vie dell'Acqua

Le rogge della Quarantina

Domenica 2 maggio 2021: sopralluogo con Marco Consonni

Siamo partiti a piedi dal bosco di Intimiano in via Fiume e dal bosco siamo arrivati a Cantù, in via Monte Rosa, e abbiamo proseguito fino a entrare in via Arconi. Da Via Arconi siamo giunti in via Dalmazia e abbiamo girato alla prima stradina che si trova a sinistra. Siamo così entrati in via Virgilio dove abbiamo incontrato il signor Marco Consonni di “Cantù Verde Brughiera e dintorni”. Dalla via Virgilio siamo così passati sotto il ponte della ferrovia che sale verso Fecchio e abbiamo preso il sentiero subito a destra. Lungo questo sentiero abbiamo seguito il corso dell’acqua di scolo del bosco e siamo giunti alla roggia detta “Briaga”.

Foto sopralluogo

A un certo punto in questa roggia si sviluppa un punto di accumulo, in cui l’acqua è più profonda ed è possibile trovare pesci, indice di acqua pulita. Si tratta dello stesso punto in cui lo stesso Marco Consonni aveva
fotografato dei pesci nel 2019, come scritto in un articolo apparso nello stesso anno. (“Quarantina” in “Riscopriamo le nostre cascine”, opuscolo curato dall’associazione Charturium di Cantù, 2019).

Pozza d'acqua in zona Quarantina

In quel momento non abbiamo trovato pesci, ma vi era un certo ricircolo di acqua a causa della forte pioggia del giorno prima.

Una foto della roggia Briaga in zona Quarantina
“Riscopriamo le nostre cascine”, opuscolo curato dall’associazione  Charturium
Riscopriamo le nostre cascine”, opuscolo curato dall’associazione
Charturium di Cantù.

Primo lavatoio: lavatoio del boschetto della Quarantina
Abbiamo proseguito il nostro percorso entrando nel boschetto della Quarantina in cui abbiamo visto un vecchio lavatoio. Sempre nel boschetto, in prossimità del lavatoio, è presente una risorgiva che lo alimenta.

Secondo lavatoio: lavatoio della “zoca”
Qui eravamo già a Fecchio e uscendo dal boschetto e seguendo il sentiero in mezzo ai prati abbiamo visto un secondo lavatoio fino ad arrivare alla sorgente della roggia Briaga, in zona delle cascine Birintine, in direzione Intimiano.

Foto secondo lavatoio di Fecchio della zoca
Lavatoio della “zoca”. Nel particolare: acqua di scolo dei prati che lo alimenta.

Entrambe le acque dei lavatoi entrano nella roggia Briaga.

Ci siamo così ritrovati ad attraversare via Monte Rosa da cui ci siamo incamminati lungo il sentiero di via per Fecchio nel bosco di Intimiano, la nostra ultima tappa.
Durante il nostro percorso il signor Consonni ci ha mostrato un breve tratto di un’altra roggia in via Virgilio, ovvero la roggia Galliano. Si tratta di una roggia che sorge su una delle alture del bosco di Intimiano e scorre fino a Cantù. È alimentata dalla roggia Briaga e arriva fino alla rotonda di Cantù tra le vie Virgilio, Mentana e via per Alzate, dove confluisce nel torrente Serenza che prosegue poi intubato il suo percorso a Vighizzolo.

Cartina

Lettera A: roggia di Galliano
Lettera B: roggia della Briaga
Lettera C: roggia di Fecchio
Lettera D: roggia della Briaga ovest
Lettera E: torrente Robbia
Lettera F: torrente Terrò
Lettera G: roggia della Birona
Lettera H:
roggia Bissetti

Numero 1: Cascine Birintine
Numero 2: S. Giuliano
Numero 3: S. Carlo
Numero 4: S. Naga
Numero 5: Birona
Numero 6: Bissetti
Numero 7: Canova
Numero 8: S. Marco

La roggia Galliano e la roggia Briaga dalla cartina non si uniscono perché sono intubate, passano entrambe sotto la via per Alzate a Cantù. Quella di Galliano la attraversa, mentre quella della Briaga viene intubata all’altezza di via Seneca e scende intubata fino ad arrivare alla rotatoria e da lì si unisce con quella della Briaga.
Entrambe poi unite “riemergono” all’inizio di via Mentana.

Fonte:
Post Facebook di Marco Consonni,
https://www.facebook.com/groups/382127628641815/permalink/1751572128364018/

Il torrente “Roggia”

Come associazione Il Gambero stiamo monitorando anche un altro torrente, detto comunemente “Roggia”, che si ricollega al fitodepuratore di Capiago Intimiano.

Il percorso del torrente

Nasce a Intimiano in corso Ariberto 32. La sorgente è sita in un giardino di proprietà privata sotto le mura del “castello di Ariberto”. Fino agli anni ’60 (forse) alimentava un vecchio lavatoio che era presente in corso Ariberto. Dal lavatoio passava intubato per il bar Frigerio fino ad arrivare dove tuttora è posto il parcheggio dei condomini di fianco
al bar Frigerio. Da questo punto tagliava a sinistra passando sotto piazza San Pietro e la corte dei Catei. Infine, percorreva i prati in zona via Fiume scorrendo in superficie per poi riemergere nuovamente al confine tra Intimiano e Cantù Fecchio.
Negli anni ’60 (forse) furono svolti alcuni lavori di edilizia e il corso d’acqua fu deviato; al posto di tagliare a sinistra, tuttora dal parcheggio a fianco del bar Frigerio va direttamente nella rete fognaria. Dagli anni ’60 il lavatoio di corso Ariberto non c’è più ma tuttora è rimasto l’edificio nel quale era posto, in corrispondenza del semaforo, anche se non è più possibile accedervi.
Nonostante questa roggia non scorra più nei prati davanti via Fiume, il tratto d’acqua scoperto al confine tra Intimiano e Cantù Fecchio è ancora presente ed è possibile vederlo passando per il bosco da via Fiume.
L’acqua è infatti alimentata dall’impianto di fitodepurazione, presente da un circa tre anni, che raccoglie le acque fognarie e meteoriche depurandole e rendendole dunque compatibili per lo scarico nel corpo idrico.
Il torrente scorre in superficie per i prati e i campi nel territorio di Cantù (anche se vi sono alcuni punti in cui torna a scorrere sottoterra come in zona via Monte Rosa) e arriva scoperto alla rotatoria di Cantù che unisce via Virgilio, via Mentana e via per Alzate, confluendo nel torrente Serenza (come avviene anche per la roggia
Briaga e quella di Galliano). Il torrente Serenza prosegue poi, intubato, il suo corso verso Vighizzolo.

Foto del torrente
Foto del torrente

Verso via Monte Rosa a Cantù:

Foto del torrente via Monte Rosa

Verso via Virgilio a Cantù:

Confluenza nel torrente Serenza in via Mentana a Cantù: